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Ridisegnata la mappa del seno femminile

Chirurgia estetica al senoPorta la firma di un professore della University of Western Australia, Peter Hartmann, la tavola anatomica che rivoluziona la "geografia" del seno femminile. Una mappa completa del tessuto ghiandolare e dei canali che conducono il latte al capezzolo, riscritta dopo un accurato lavoro di ricerca, per aggiornare tavole risalenti a 160 anni fa. Lo scienziato e il team dello Human Lactation Research Group hanno utilizzato ultrasuoni ad alta risoluzione per esplorare la struttura interna del seno e correggere alcune inesattezze sull’anatomia definita in passato. Come gli esploratori ridisegnavano interi continenti, così Hartmann ha ridefinito l’esatta posizione del tessuto ghiandolare che, secondo la nuova tavola, si concentra in un’area a distanza di 30 millimetri dalla base del capezzolo, dove il tessuto adiposo è minimo. L’esperto ha inoltre scoperto che il numero di dotti collegati al capezzolo è inferiore a quanto si credesse: 4-18 e non 15-20.

Servirà a perfezionare le tecniche di chirurgia estetica al seno

La nuova mappa, frutto di un lavoro sostenuto dall’azienda Medela, permetterà - spiega l’autore - anche di perfezionare le strategie di chirurgia estetica per il seno, evitando quegli interventi che causano la perdita di dotti all’altezza del capezzolo e riducendo dunque il rischio per le donne di perdere la capacità di allattare, dopo essersi sottoposte a una riduzione o a un aumento del volume della mammella. Lo specialista ha infatti confermato che le neomamme ritoccate rischiano di ritrovarsi costrette al biberon. Lo studio ha inoltre calcolato che le donne sottoposte a chirurgia estetica presentano un rischio tre volte superiore di incapacità di allattare rispetto a quelle che invece non hanno fatto ricorso al bisturi.

I rischi per l'allattamento dopo la mastoplastica additiva

La durata media dell’allattamento per chi ha affrontato un’operazione per la riduzione della mammella è di 5 giorni, contro i tre mesi delle donne con seno naturale. Il 64% delle mamme che hanno scelto di aumentare il volume del proprio dècolletè, invece, non produce abbastanza latte. «Il nuovo quadro anatomico - conclude Hartmann - ha evidenziato che in media ci sono solo 9 dotti lattiferi che portano il latte al capezzolo e che il tessuto ghiandolare e quello adiposo non sono distribuiti in modo uniforme, rendendo così impossibile, durante interventi di riduzione del seno, rimuovere selettivamente il tessuto adiposo preservando al contempo i dotti lattiferi della mammella».

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